Redivivo

Ciao a tutti, è tantissimo che non scrivo. Come altre volte, non posso far altro che scusarmi.

Riporto di seguito il pezzo che ho appena scritto per il periodico comunale. Nelle case arriverà – stimo da esperienza – per fine estate. Lo anticipo via web. Mi riprometto con il tempo estivo di dedicare un po’ di tempo in più al blog e non solo alle riunioni politiche :-)

Buona lettura

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Questo pezzo è stato scritto ad inizio Luglio 2010. Plausibilmente, tra tempi di stampa e le solite lungaggini più o meno burocratiche, uscirà a fine Agosto / inizio Settembre (speriamo non oltre!). Tale situazione editoriale è del tutto analoga alla situazione politica che vive il nostro Comune: tra la decisione e l’azione intercorre un tempo sufficientemente lungo da rendere la decisione stessa vecchia e fuori contesto. Si sa, siamo in Italia e le colpe non sono quasi mai – ormai per definizione – imputabili ai soli amministratori / potentati di turno, ma caso mai al “Sistema”, cosi ricco di lacci e lacciuoli da lasciare anche i più temerari a bocca asciutta, oppure a non meglio precisati “poteri forti”. Per molti autori (italiani e non), siamo il “Belpaese” dell’arrangiarsi, dell’abbarbiccarsi, per non dire dell’inciucio e del malaffare.
Siamo il Paese che – di riffa o di raffa, come dicevano i nonni – pone come modello da imitare la figura del più furbo, del voltagabbana, dello pseudo-imprenditore, che conquistato un posto di potere, non lo molla più, anche se non ha più i numeri e/o la testa. Così è il nostro Governo (ormai anche i più irreducibili berluscones non corrotti se ne sono accorti) e cosi è buona parte della presunta classe dirigente del nostro Paese.
Il nostro Comune, mi dispiace dichiararlo, non sfugge a questa regola. Dopo 3 anni di Consiglio, non posso tacere la becera improvvisazione che caratterizza le azioni dell’Amministrazione: l’affaire Stazione FNM ne è stato l’emblema, unito a tante altre esperienze. La straziante questione delle case popolari di Via Madonnina (bastava un po’ di buon senso per evitare tutto questo can can!), la nebulosa problematica del PGT (il Piano di Governo del Territorio, progettato in un periodo di forte espansione del mercato del mattone e caduto nel pieno dello stagno della crisi economica, dove la sostenibilità non è di casa!), il controverso acquisto dell’area ex Camilliani (l’hanno comprata o no quell’area? Cosa ci faranno? Ai posteri l’ardua sentenza!), un’ex Esselunga emblema dell’ignavia locale (“Entro 100 giorni procederemo al nuovo progetto”, tuonavano in campagna elettorale, mentre il bando, definito a distanza di 4 anni, pare essere del tutto pronto ad andare deserto), l’imperante “Panem e Circensem” che fa da unica bussola ai diversi Assessorati, il tutto infarcito da numerose scelte pretestuose e discrezionali, sulla scia di uno spoil system selvaggio (dalla Ludoteca, alla Corte del Ciliegio, fino alle case popolari e alle assunzioni), unito ad un’illogica programmazione (ma quante volte hanno rifatto le vie cittadine? Perché continuano a dimenticarsi di mettere a bilancio i soldi per gli spala-neve e gli spargi-sale?).
Questo è il triste bilancio di un altrettanto triste mandato amministrativo di questa giunta farlocca (di centro-destra lega-pdl, giusto per ricordarlo ai meno attenti), che rimane in carica solo per rimanere incollata alle rispettive poltrone (peraltro saltando a piè pari i Consigli Comunali, visto che sono solo “perdite di tempo”!).
Nelle discussioni familiari, a questo punto inizia il noto refrain “son tutti così”. E’ un ritornello fintamente triste, in realtà molto comodo. “Sono tutti cosi, io sono diverso, io sono onesto, quindi ne sto fuori!” È una vita che convivo con questo ritornello: sono nato sul finire degli anni settanta, mentre il mondo stava cambiando (per l’ennesima volta), da un collettivismo di diversi colori, ad un cupo individualismo diffuso, e dall’età della ragione (per i nemici non l’ho ancora raggiunta, per gli amici l’ho già superata, preoccupandomi di politica) ho dovuto conviverci e lottarci. Non voglio però arrendermi e con me tanti altri. Nel mondo esisteranno sempre i disonesti, i truffatori, gli approfittatori, i viscidi, gli inaffidabili. Probabilmente, spesso la vittoria andrà a costoro. Ma non sempre. Se uniti, gli onesti, i buoni amministratori, coloro che hanno senso di servizio, di sacrificio e di responsabilità, potranno governare, per il bene di tutti. Io ci credo, io ci sto lavorando con gli altri amici impegnati in politica, e voi, da che parte state?

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